(250608) / martedì, 19 agosto 2008

ma i cantanti si allenano a cantare in playback?

Il cane dei vicini abbaia. Ed è strano che lo faccia all’una di notte.

Vomiterei volentieri tutti gli smarties che ho mangiato in questi giorni. Sarebbe come vomitare un arcobaleno di cioccolata. O ciò che ne rimane. Non sono le calorie, è quel sapore. Il ricordo di quel sapore.  

Se qualcuno mi dovesse sparare, vorrei che fossi tu. Con una quarantaquattro-magnum. Mentre sono di spalle. Così l’istinto di sopravvivenza non si imporrebbe, questa volta (come un sovrano sul suo trono con gli occhi lacerati).

E’ sempre quello che frega nelle cose: stai per mollare tutto, quando poi, alla fine, trac, l’istinto di sopravvivenza -anche oggi sei venuto?

Adotterei una lucertola. Penso che siano un po' come me.

(Le lucertole non sorridono mai, al massimo perdono la coda.)


asortafairytale ♥ 19:11
Quanti commenti ?

salvata ancora una volta dal camion dei rifiuti / mercoledì, 13 agosto 2008

Been saved again by the garbage truck

(toriamos)

Qui. Di nuovo, dall'inizio.

Lunga pausa, che si sarebbe dovuta tramutare in Fine, ma come sempre.

La motivazione nella mia testa era stata: in realtà io odio scrivere. (Ed è esattamente così.) Non volevo più avere niente a che fare con la scrittura.  Buffo, trovarmene nauseata dopo aver più volte fatto presente a tutti che -è tramite la scrittura che riesco ad esprimermi meglio-.

Poi è arrivata la nausea. Poi è arrivato il giorno in cui non sapevo più bene cosa scrivere ed avevo paura di ciò che avevo scritto.

Ho sempre avuto paura. (Un po’) per la mania della “perfezione” che ogni tanto mentre scrivo mi prende alle spalle (ed un po' per altro). E per una che ha una stanza disordinata con dentro pensieri ancora più disordinati. Per una che l’ordine non sa nemmeno cosa sia e alla perfezione ha rinunciato dalla prima elementare questo sa come di beffa. Come in tutto, c’è chi può e chi non può. Ed io non posso.

Tornando alla paura. Ho sempre paura di ciò che scrivo. Perché i pensieri fuori dalla testa diventano reali, ma non abbastanza da essere accettati da quelli che mi circondano (ed includo anche me stessa). È per questo che scrivo tramite tastiera e non su carta. C’è sempre la possibilità di negare, stravolgere ed infine cancellare.

È la soluzione dell’eterna indecisa (quale sono).

C’è da dire che, in questo caso, nell’esatto momento in cui ho cliccato il tasto “x” e ho lasciato che la scrittura uscisse definitivamente dalla mia vita (cosi almeno credevo, da stupida illusa), si è ripresentato il bisogno indomabile di scrivere. Ri-beffa. E così ho scritto in quantità maggiore. Come un fumatore che pensa sempre (che) questa volta è l’ultima, l’ultima davvero-. Palle. Un cumulo di palle che fatica a stare in piedi.

Auto sabotatrice di me stessa. Di ogni mio piano di rinuncia, che per me suona sempre come auto mortificazione. Che mi rende più vulnerabile. Più triste. Che nobilita le mie ferite. Ed è questa la mia natura. Solo così riesco ancora a sentirmi  bene. Riesco ancora a sentirmi.

E non so perché ma ogni cosa che amo profondamente poi finisco sempre per odiarla allo stesso tempo. (Un odio ricolmo di passione.) In realtà, lo so -il perché-, ma tengo questa certezza sigillata in testa. Prima che diventi reale, ma non abbastanza da essere accettata.

Perché l’unico modo per avere, è togliere.

Così eccomi di nuovo qua, chissà per quanto poi.

E sarà l’ennesima mediocrità, ma mi è più chiaro il significato di

“la vita è un cerchio ed il mondo è una grande palla di terra, ma non solo”.


asortafairytale ♥ 12:22
Quanti commenti ?